“Utopiamor” by Raco

Utopiamor

Vivo in una cittadina di 30.000 abitanti, in mezzo alle montagne e ai boschi. Veniamo sfruttat3 per la ricchezza dei nostri territori, capitalizzati dalle imprese e dallo Stato. Le paghe sono al minimo, gli affitti si stanno alzando, le persone giovani se ne vanno, noi come collettività siamo tutto ciò che rimane. La socialità è disgregata da anni, le persone per parlare tra di loro hanno bisogno di bere alcolici e nessuno si guarda negli occhi. Questo è quello che pensavo quando me ne sono andata, questo è quello che mi/ci hanno lasciato. 

Ora sono tornata a vivere qui, ad amare queste montagne, che non sono più un muro ma un nido. Vedo resistenza e voglia di portare avanti le nostre lotte intersezionali, come persone marginalizzate e froc3 contro un governo di estrema destra che ci vuole cancellare. Allora la comunità diventa fonte di vita, di speranze, di aiuto concreto.  Una comunità che parte dal basso, che si ritrova nella cosiddetta casa dei beni comuni, uno spazio di cui ci siamo riappropriat3 per un incontro nuovo. Una collettività che, oltre a essere umana è sia artificiale che naturale, intersecata al territorio, agli alberi e agli animali, alle leggende e alle cose che un giorno non ci saranno più. Instagram: @rachelebortot

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